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Thursday, December 17, 2009

2012, nei cinema lo spettacolo dell'apocalisse.

Lo scorso 13 novembre é uscito nelle sale cinematografiche, in contemporanea mondiale, "2012", ultimo eco-disaster-movie del regista tedesco Roland Emmerich (lo stesso di "Independece Day" e "The day after tomorrow"), da tempo impegnato in diverse campagne di sensibilizzazione ambientale. Questo é stato il primo film distribuito in Italia a "Impatto zero", progetto che mira a mettere in pratica gli obiettivi fissati dal protocollo di Kyoto, riducendo le emissioni di CO2 e dando vita a nuove foreste.
"2012", distribuito dalla sony pictures, ha incassato 451,300,000 di dollari, diventando cosí il quarto film per incassi dell'anno. Se ispira alle teorie dei Maya, secondo i quali la fine del mondo coinciderebbe con la fine del loro calendario, il 21 dicembre del 2012, giorno in cui potrebbero verificarsi diversi eventi. Giornali, tv, blog e siti internet propongono diverse teorie: c'é chi parla di una nuova catastrofe ambientale, chi annuncia l'inizio di una nuova era, chi un importante evento storico, o persino l'apocalisse. Tutte queste teorie, peró non trovano nessun riscontro nelle scienze piú importanti come la geologia e l'astronomia. Inizialmente le scene sono ambientate 2009, quando un ricercatore indiano, preannuncia la catastrofe; in seguito gli eventi si spostano nel 2012, mentre il mondo si prepara all'imminente cataclisma. Lo spettatore si ritrova subito immerso in un mondo totalmente diverso e al di fuori dell'immaginabile: metropolitane che volano, onde anomale, strade in mille pezzi. I veri protagonisti sono sicuramente gli effetti speciali, che rendono un film catastrofico, uno spettacolo molteplice e vario. All'apocalisse vengono affiancate le storie intrecciate dei vari personaggi, primi tra tutti lo scrittore Jackson Curtis e il professore Adrian Helmsley: grazie a loro il film é arricchito da momenti toccanti e commoventi.
Nonostante le critiche siano state negative "2012" é comunque un film da vedere, magari in buona compagnia: non per demoralizzarsi, ma per passare una serata diversa, facendosi anche una risata davanti alle scene improbabili e per sdrammatizzare il fenomeno mediatico che é stato creato intorno alla fatidica data.
In fondo, se tutto dovesse finire come é stato interpretato da Emmerich, non sarebbe poi cosí tragico, in quanto basterebbe trasferirsi in Africa per evitare ogni problema. Non ci resta altro che aspettare l'alba del 22 dicembre 2012. Auguriamo a tutti una buona vision...rigorosamente al cinema!

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